Intervista agli Analogue Cops - dbustle

Abbiamo intervistato The Analogue Cops

The Analogue Cops sono Lucretio e Marieu e sono pura techno.

Padovani di nascita e oramai berlinesi di adozione, sono DJ e produttori tra i più affermati nel circuito underground europeo.

Abbiamo fatto due chiacchiere per capire il loro punto di vista sulla situazione dell’elettronica attuale.

dB

Ciao ragazzi, grazie dell’opportunità concessaci.

Fate parte di una schiera di artisti che si possono definire ancora underground, fedeli all’analogico, il che comporta un elevato livello di competenza e creatività. 

Attualmente l’AI sembra stia divorando la produzione artistica.

Pensate possa essere una minaccia all’interno della scena musicale e che possa appiattire qualsiasi stimolo e livello creativo?

 

The Analogue Cops

Parlando dell’intelligenza artificiale, crediamo che possa rappresentare un’opportunità straordinaria se impiegata correttamente. 

La sua capacità di analizzare e sintetizzare enormi quantità di dati la rende uno strumento potentissimo, capace di aprire nuove frontiere nella musica e nell’arte in generale. 

Tuttavia, come accade con qualsiasi tecnologia, il suo impiego non è privo di rischi. 

La maggior parte delle persone non sfrutta appieno le potenzialità dell’AI, e questo può portare a un appiattimento generale delle sonorità e delle tendenze artistiche. 

Se non viene usata con consapevolezza, l’intelligenza artificiale rischia di generare prodotti musicali omogenei, poco originali e standardizzati. 

Questo potrebbe limitare la creatività e la ricerca musicale, che sono invece le forze trainanti dietro ogni vera innovazione. 

Quindi, pur riconoscendo il suo valore, è fondamentale che venga utilizzata in modo autentico e in sintonia con la creatività umana per non perdere quella diversità che rende la musica un’esperienza unica e arricchente.

dB

Recentemente avete suonato al Tresor, dove da anni si adotta una rigida policy sull’uso dei cellulari. 

Cosa pensate al riguardo? 

 

The Analogue Cops

Siamo fermamente convinti che la politica di vietare l’uso dei cellulari all’interno dei club sia una scelta assolutamente giusta e necessaria. 

Purtroppo, viviamo in un’epoca in cui l’abuso dei telefoni cellulari è diventato un problema serio, specialmente in contesti come quello dei club. 

Non solo la continua interazione con i dispositivi elettronici distrae le persone dalla musica e dalla socializzazione, ma contribuisce anche a creare una distanza emotiva tra le persone, impedendo di vivere pienamente l’esperienza collettiva che un evento musicale dovrebbe offrire. 

Il vero scopo di una serata in un club non dovrebbe essere limitato a fare foto, postare storie sui social o essere immersi in una realtà virtuale. 

Il club dovrebbe essere un luogo dove ci si ritrova per connettersi, ballare, divertirsi e condividere momenti con persone che hanno la stessa passione per la musica. 

Quando siamo troppo concentrati sui nostri telefoni, perdiamo la capacità di immergerci nel qui e ora, nel flusso musicale e nelle connessioni umane che si creano solo quando siamo davvero presenti. 

In questo senso, il divieto dei cellulari aiuta a preservare e promuovere l’esperienza autentica di una serata in un club.

dB

Avete vissuto a Barcellona prima e Berlino poi.

Queste due città quanto hanno ampliato e influito le vostre influenze musicali?

 

The Analogue Cops

Barcellona ha avuto un ruolo cruciale nel nostro percorso musicale. 

È stata la città che ci ha dato la possibilità di conoscere e approcciarci al mondo della musica elettronica, senza avere un vero e proprio piano, ma spinti dal desiderio di esplorare. 

A Barcellona, abbiamo avuto il privilegio di entrare in contatto con una scena musicale vibrante e stimolante, che ci ha incoraggiato a frequentare negozi di dischi, ad ascoltare nuovi generi e a immergerci in suoni che ci erano ancora sconosciuti. 

La città ci ha dato la libertà di esprimerci, di sperimentare senza paura e di crescere musicalmente. Quando ci siamo trasferiti a Berlino, il nostro obiettivo è diventato quello di dare forma concreta alle nostre idee, e così è nata la nostra prima Label insieme: Restoration

Non sapevamo ancora come fare, ma abbiamo avuto la determinazione di provarci. 

Berlino è stata la città che ci ha permesso di entrare in contatto con artisti che avevano una visione simile alla nostra, e da lì sono nate collaborazioni fondamentali, come quella con Buzz Goree (UR), Steffi, con cui abbiamo creato il progetto Third Side,  e Blawan con cui abbiamo iniziato il progetto Parassela

La città e le persone che abbiamo incontrato a Berlino sono state determinanti nel plasmare non solo la nostra musica, ma anche il nostro approccio al mondo dell’arte e della cultura elettronica. 

Se Barcellona ci ha dato le radici, Berlino ci ha dato la spinta per crescere, evolverci e aprirci a nuovi orizzonti musicali. 

Le esperienze vissute in entrambe le città sono un elemento fondante del nostro percorso e hanno avuto un impatto profondo su tutto ciò che facciamo.

dB

Come nasce il progetto The Analogue Cops e cosa vuole dare alla causa della musica techno? 

 

The Analogue Cops

Il progetto The Analogue Cops è nato quasi come un gioco, ma ben presto è diventato qualcosa di molto più serio e significativo per noi. 

Fin dall’inizio, non abbiamo mai voluto limitarci a un solo genere musicale, come la techno, ma ci siamo sempre sforzati di esplorare una vasta gamma di sonorità. 

La nostra curiosità musicale ci ha spinto a immergerci in mondi sonori molto diversi tra loro, che spaziano dalla house music alla techno, passando per il dubstep e l’electro. 

La bellezza della musica elettronica, per noi, sta proprio nella sua infinita possibilità di combinare stili e generi in maniera originale e inaspettata. 

Non vogliamo cristallizzarci in un’unica identità sonora, ma ci piace pensare al nostro progetto come a una continua evoluzione, una sperimentazione che ci permette di esplorare nuove strade musicali senza paura di mescolare influenze diverse. 

Il nostro obiettivo è continuare a fare musica che ci rappresenti in ogni fase del nostro percorso, senza mai fermarci o sentirci vincolati da etichette o aspettative. 

La nostra visione è quella di restare liberi artisticamente, toccando diverse sfumature sonore e cercando sempre di fare qualcosa di unico.

 

dB

Siete convinti di continuare sulla strada intrapresa ormai nel lontano 2007 o credete che prima o poi qualcosa cambierà nel vostro progetto musicale?

 

The Analogue Cops

Dal nostro debutto nel 2007, la nostra musica ha attraversato numerose trasformazioni, e credo che continuerà a evolversi anche nei prossimi anni. 

La nostra sonorità è cambiata in risposta alle influenze che abbiamo ricevuto nel tempo, ma anche alla nostra continua ricerca e sperimentazione. 

Ogni album, ogni singolo, ogni live set è stato un passo avanti rispetto a ciò che avevamo fatto in passato. 

Non ci siamo mai accontentati di ripetere la formula che ci aveva reso riconoscibili, ma abbiamo sempre cercato di spingerci oltre, di esplorare nuove idee, nuovi suoni, nuove emozioni. 

La musica, per noi, non è un prodotto statico, ma un viaggio che si evolve insieme a noi. 

Ogni anno porta nuove ispirazioni e nuovi stimoli, e siamo sempre alla ricerca di quella spinta creativa che ci permetta di rimanere in movimento, di fare qualcosa di nuovo, di originale. 

Non ci interessa fermarci su un punto fisso, ma piuttosto evolverci continuamente, facendo in modo che ogni nostro passo musicale sia una testimonianza della nostra crescita artistica e personale. 

La musica non ha limiti e, con il tempo, continueremo a sperimentare, a innovare e a reinventarci, cercando sempre di fare qualcosa che ci emozioni e che possa emozionare anche chi ci ascolta.

dB

Quando siete in studio e switchate ON sulle vostre macchine analogiche per preparare un live o una nuova produzione, cercate un flow ben preciso oppure vi lasciate trasportare dalla creatività che in quel momento sentite? 

Cosa vi spinge ad usare un riverbero piuttosto che un distorsore, ovviamente tenendo sempre conto dei criteri tecnici?

 

 

The Analogue Cops

A livello stilistico dipende dal target che abbiamo durante quella sessione. 

Se stiamo preparando un live per un determinato club o festival useremo differenti macchine, differenti velocità, differenti narrative e un certo tipo di sonorità. 

Ma sempre cercando di trovare soluzioni che uniscono la ricerca sonica alla tradizione. 

Se stiamo componendo musica per una determinata etichetta, utilizzeremo differenti effetti o differenti sintetizzatori, cercando di adattare il nostro suono a quello della label ma senza per questo snaturarlo.

 

 

dB

Se aveste la possibilità di preparare la line up di una serata o di un festival, chi chiamereste ad esibirsi in consolle prima e dopo di voi?

 

 

The Analogue Cops

Cristian Vogel prima di noi. Benny Ill (Horsepower Productions) dopo di noi.

 

 

dB

Cosa consigliate ai DJ e produttori emergenti della scena techno?

 

 

The Analogue Cops

Ai produttori consigliamo di studiare il più possibile.

Acustica e psicoacustica, teoria musicale, il protocollo MIDI, l’audio digitale. 

Non si finisce mai di cercare un proprio suono, non importa la sorgente e la qualità iniziale, ma l’importante è che si resti in continua evoluzione. 

Tanto con l’hardware quanto col software. E di fare musica sempre con e per piacere. 

Ai DJ consigliamo di ricercare musica costantemente. 

Di ascoltare tutto il possibile, dai classici Motown all’ultimo Sneaker Social Club.

Di conoscere le radici della musica che suonano e di trovare il proprio stile. 

Ed evitare il più possibile ogni forma di revival, cercando l’innovazione senza scordarsi dei classici.

 

 

dB

Cosa ci riserva per il futuro The Analogue Cops?

 

 

The Analogue Cops

Una ripartenza per la nostra label dopo troppi problemi con la vecchia distribuzione, un nuovo Ep su Timeless al più presto, un Ep su 3no, un Ep su Diggers Society nel 2025. 

Un tour in Australia a fine 2025 (incrociamo le dita).

Un album su Restoration il prima possibile. 

Nuovo hardware e possibilmente un live a/v magari con Touch Designer che riceve segnali MIDI dalle nostre Elektron.

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